Google voice search ha cambiato le abitudini di ricerca. 

Certo, è del tutto normale: Google Assistant, Siri, Alexa e le nuove Ai, hanno reso le ricerche vocali accessibili ed efficaci.

Insieme al metodo di ricerca, però, cambiano anche le parole usate. Sta proprio qui il motivo per cui dovresti ottimizzare i tuoi contenuti per la ricerca vocale.

Lo so, quando si parla di scrittura in ottica SEO c’è tanto da tenere a mente. Ecco perchè sto scrivendo questo articolo: per darti una guida il più completa possibile su questo tema.

Continua a leggere, andiamo subito al sodo.

Cos’è Google voice search?

Google voice search è la ricerca vocale con Google. Non è una funzionalità nuova, ma viene ancora sottovalutata. Ci rivolgiamo al dispositivo come fosse un assistente vero e proprio, l’interazione suona come una conversazione. Aver ben chiaro questo passaggio permette di creare contenuti in linea con questi cambiamenti. 

Con il processo di miglioramento delle AI, la relazione tra utente e smartphone è sempre più solida. I motori di ricerca, infatti,  imparano e comprendono il linguaggio umano per interpretare l’intento di ricerca dell’utente.

Ci si rivolge a un assistente vocale che traduce in testo la richiesta e fornisce una risposta ultra specifica.

Ti sto annoiando? Non preoccuparti, non è una lezione su come si usa Google voice search; però è importante capire che si sta parlando di un “dialogo” con il dispositivo.

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Differenze tra Ricerca Vocale e Testuale

Come hai letto nelle righe precedenti, le ricerche cambiano insieme alle abitudini di utilizzo del dispositivo. Le differenze principali che mi sento di evidenziare sono:

  • Lunghezza delle Query

Sono ricerche dettagliate, l’utente parla al motore di ricerca come fosse una persona. 

Ad esempio, se volessi sapere l’età di Brad Pitt, scriverei “Brad Pitt anni”. Se facessi una ricerca vocale, invece, è probabile che direi “ quanti anni ha Brad Pitt?”. 

La risposta è la stessa, ma più avanti ti spiego meglio in che modo incide sull’ottimizzazione del contenuto, giuro!

  • Intento di ricerca

Quando si usa Google voice search si tende ad avere intenti di ricerca precisi. 

La maggior parte sono intenti di tipo locale/transazionale: ristoranti, stazioni di servizio, orari di apertura etc. Quando si utilizza la ricerca testuale, invece, spesso si usano pochissime parole che potrebbero lasciare l’intento molto dubbio.

Come attivare la ricerca vocale su google

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Attivare la ricerca vocale su Google è davvero semplice.

Da computer basta aprire Google Chrome e cliccare sull’icona del microfono a destra della barra di ricerca.

Da smartphone Android puoi fare la stessa cosa oppure puoi attivare Google voice assistant:

  1. Vai nelle impostazioni del tuo dispositivo Android.
  2. Trova l’opzione “Riconoscimento vocale” e attivala.
  3. Abilita l’interruttore “Ok Google” per attivare il comando vocale.

Super semplice,bastano pochi tocchi.

Per ios, invece, interviene Siri come assistente vocale principale, ma in realtà, avendo l’app di Google, sarà possibile conversare ugualmente con quest’ultimo toccando l’icona del microfono nella barra di ricerca.

Come ottimizzare per Google voice search

Passiamo alla pratica: l’ottimizzazione per Google voice search segue  alcune “regolette” che possono incidere positivamente sul posizionamento in SERP. Te le spiego qui di seguito.

Usare un linguaggio naturale

Vuol dire adattare il contenuto al modo in cui l’utente si esprime. Ad esempio usare le frasi e le parole usate di solito per porre delle domande. Può essere utile scrivere dei paragrafi che rispondano a: come fare, dove trovare, quale tra e così via. 

Featured Snippets 

Le domande fatte con la ricerca vocale di Google rispondono spesso in formato snippet; cioè  risposte chiare e minimali alla query dell’utente. Il motore di ricerca restituisce una risposta precisa senza necessità di approfondimento. Durante la scrittura può essere utile rispondere a domande frequenti sull’argomento, in modo chiaro e diretto. Pensando, quindi, in anticipo al possibile Featured Snippet prodotto dalla Google voice search.

Parole chiave a coda lunga 

Se ne parla spesso e sono molto utili anche in questo caso. Sono più specifiche, quindi più adatte e vicine a quello che un utente potrebbe cercare. Di solito non si eseguono ricerche vocali per parole singole e senza contesto, quindi le long-tail keyword offrono una bella opportunità.

Local SEO

La ricerca vocale su Google, secondo alcuni dati, tende a concentrarsi su servizi locali. Ad esempio: il pub meglio recensito, una panetteria tipica o dove stampano magliette con la faccia di Brad Pitt. 

Inserire le informazioni di ottimizzazione locale è un elemento SEO che andrebbe sempre considerato. In particolar modo quando si vuole apparire nella SERP di Google voice search.

I risultati locali sono quelli che soddisfano l’intero primario di queste ricerche nella maggior parte dei casi. Inserisci indicazioni, contatti, orari e gestisci nel migliore dei modi le recensioni se non vuoi perdere una opportunità di posizionamento.

Bene, se stai leggendo queste battute finali hai potuto vedere come anche la ricerca vocale può essere fondamentale per raggiungere i tuoi obiettivi. Piccolo spoiler: questa tipologia di ricerca è destinata a crescere e forse sostituire la ricerca tradizionale. 

Aggiornarsi e adattarsi è un dovere, anche se è una gran rottura di… parole chiave!

Implementa subito queste strategie per non finire in ottantesima pagina. 

(Non è bello, fidati!)

PS: lo so che ti è rimasto il dubbio su quanti anni abbia il buon Brad. Ne ha sessanta! Prendo quello che ha preso lui, grazie.

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