Tasso di conversione: il valore che fa impazzire i marketers

da | Feb 19, 2024 | Digital Marketing

Il tasso di conversione è sulla bocca di tutti, e non solo dei marketers! Ne hai sentito parlare anche tu ma non sai bene cosa sia e perché se ne parla spesso? Allora questo articolo può fare davvero al caso tuo: ti svelerò cos’è il tasso di conversione, a cosa serve, come calcolarlo e come interpretarlo correttamente. Fidati: ti sarà utilissimo, sia che tu abbia un business online, sia che tu stia lavorando nel settore del digital marketing. 

Cos’è il tasso di conversione?

Intanto inizio con il dirti una cosa: si tratta di un valore percentuale, quindi che va da 0 a 100. Si tratta fondamentalmente di un “numero” che va a delineare il numero di conversioni ottenute con una determinata iniziativa di marketing in percentuale. Ma cosa sono le conversioni? In buona sostanza, sono le azioni che vogliamo che il nostro utente faccia. Di solito, però, con “conversione” si intende l’acquisto da parte dell’utente del determinato prodotto o servizio, anche se potrebbe coincidere pure con una richiesta di contatto o con la compilazione di un form. Come avrai già potuto ben capire, il tasso di conversione può essere anche molto differente a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere (vendita, richiesta di contatto, compilazione di un questionario…).

Come si calcola il tasso di conversione?

Come abbiamo detto, prima ancora di andare a calcolare il tasso di conversione dobbiamo definire l’obiettivo, l’azione che vogliamo che il nostro pubblico faccia. Mettiamo il caso che l’obiettivo sia la vendita di un prodotto a partire da una newsletter. Successivamente, dobbiamo determinare il “metro di misura”. Nel caso della newsletter, possiamo prendere come valore “100” il numero totale di persone a cui è stata inviata la mail, oppure il numero di persone che l’hanno aperta. Si otterranno, infatti, valori ben differenti. 

Esempio di calcolo del tasso di conversione

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Mettiamo il caso che il numero di persone a cui abbiamo inviato la newsletter sia di 8000, mentre quelle che l’hanno aperta sono state 5200. Fra queste, solo 350 hanno fatto un acquisto. Calcoliamo ora il tasso di conversione nelle due casistiche. Per farlo dovremmo dividere il numero di conversioni per il numero totale di utenti, infine moltiplicare per 100.

Caso 1: (350/8000)*100 = 4,375%

Caso 2: (350/5200)*100 = 6.731%

Abbiamo più di un 2% di differenza che, su un valore come il tasso di conversione, è davvero tantissimo. Quindi attenzione: controlla sempre a cosa si riferisce quel valore che stai confrontando. 

I mille utilizzi del tasso di conversione

Come abbiamo appena visto, il tasso di conversione non è un valore spesso confrontabile. Prima di fare questa operazione, infatti, ci si deve assicurare che i parametri di partenza usati per il calcolo siano gli stessi, altrimenti i vari valori ottenuti non sono comparabili. Come abbiamo detto, si parte sempre dagli obiettivi che possono essere inerenti alla vendita, al contatto, all’iscrizione a un form, ma addirittura alle azioni sui social come likes, commenti e salvataggi. Anche il bacino di utenza può essere vario, a seconda di ciò che si può misurare, come abbiamo visto nell’esempio. In generale, però, il tasso di conversione è davvero un valore essenziale per comprendere quanto stiano andando bene (o male) le nostre campagne e azioni di marketing. Io lo uso tantissimo per valutare se le newsletter che scrivo per i miei clienti sono efficaci, ma si può applicare a qualsiasi ambito del digital marketing.

Come si interpreta il valore del tasso di conversione?

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Ecco, questa è un’ottima domanda a cui mi sento di rispondere così: non esiste un modo univoco per interpretarlo, proprio perché può essere applicato a tantissimi ambiti e ha infinite variabili. Tuttavia, posso dirti che, quando raggiunge valori sopra il 50% sono due le cose: o sei stato un genio indiscusso, oppure hai sbagliato qualche conto. Sappiamo bene quanto sia facile “skippare” contenuti online e senza troppi rimorsi di coscienza. In via generale si dice che le persone che interagiscono di solito sono il 10% del totale, ma spesso sono molto meno. I valori che abbiamo ottenuto nell’esempio precedente, infatti, sono abbastanza veritieri: su 8000 iscritti a una newsletter, 350 che acquistano sono già un risultato ottimo. Poi, ovviamente, dipende.

E tu, come lo sfrutterai? 

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Sofia Zandarin

SEO specialist e SEO copywriter dal tenebroso 2020. Porto empatia, sensibilità ed emozioni nei freddi algoritmi dei motori di ricerca. Prima conosciuta come "La Copy Esaurita", ora ho "messo la testa apposto" e ho dato vita al progetto SEO Popping che ogni giorno mi regala gioie e tanta soddisfazione.

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