Se hai circa trent’anni ricorderai le ore spese sui libri per studiare, fare una ricerca per la scuola, oppure per approfondire un argomento specifico, (nel mio caso erano gli animali).
Negli ultimi anni, però, sono cambiate molte cose, il modo in cui ti informi, studi, scrivi… apparentemente non serve più un libro. Oggi, infatti, puoi usare semplicemente il tuo smartphone, strumento che ognuno di noi ha a portata di mano ogni giorno.
La tecnologia ha sicuramente rivoluzionato il tuo modo di vivere, aiutandoti in diverse azioni ma, allo stesso tempo, probabilmente anche tu hai messo da parte una caratteristica essenziale che ci ha permesso di evolverci come esseri umani: la curiosità.
Come reimpadronircene, quindi? Continua a leggere per scoprirlo!
Non stimolare la curiosità: ecco cosa comporta
“La curiosità ha una sua intrinseca ragione di esistere”.
Albert Einstein.
Siamo nel 2025 e l’avvento dell’AI ha stravolto il mondo del lavoro, della scuola, della ricerca scientifica e della quotidianità.
Ad esempio, quando ascolti la musica l’algoritmo sa già cosa ti piace: di conseguenza non vai alla scoperta di nuovi artisti e diventi un fruitore passivo. Questo è solo un piccolo esempio, ma prova ad estendere questo meccanismo ad ambiti molto più ampi: resterai sorpreso nel prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo.
La curiosità come può, quindi, sopravvivere?
Semplice, non può.
In questo modo smetti di crescere, di comprendere, di pensare, di farti domande e di ragionare.
Diversi studi hanno dimostrato come l’uso eccessivo dell’AI comporti una diminuzione del pensiero critico personale.
Ogni algoritmo sa già cosa vuoi sapere e desideri: i social media che utilizzi ogni giorno, o anche lo stesso Google, quando fai una ricerca ti offre come primo risultato quello generato dall’AI in alcune occasioni ti sarai fermato/a lì, credendo di non avere la necessità di esplorare altre pagine, invece hai commesso un grosso errore: la curiosità viene sotterrata proprio in questo modo, giorno dopo giorno, ricerca dopo ricerca.
Io personalmente scelgo di non usare l’intelligenza artificiale per scrivere copy, ma saperla usare con cognizione di causa è molto importante, ma non per sostituire l’essenza umana, la personalità e l’empatia.
Vediamo ora alcune invenzioni che sono nate per serendipity, ovvero senza che fossero state previste in qualche modo.
Dal Viagra ai raggi X: le invenzioni nate per puro caso

Nel corso della storia molte scoperte sono avvenute per caso, durante degli esperimenti in cui non c’era l’intenzione di ottenere quel risultato. Ne è esempio il Viagra, la struttura del benzene, la supercolla, le teorie della relatività, il gas per l’anestesia e la scoperta dei raggi X.
L’essere curiosi ha fatto sì che queste invenzioni venissero alla luce.
Mi colpisce una cosa: durante il Rinascimento, nel quale dilagavano censura e chiusura, la curiosità trovava comunque il modo di evadere e di fiorire.
Gli scienziati quando comunicavano le loro scoperte, dovevano lottare per non sembrare ridicoli.
Socrate tormentava le persone con i suoi “perché”: voleva sfidare, avere delle discussioni che portassero l’interlocutore a difendere le proprie idee e convinzioni.
E noi? Noi ci stiamo adeguando, stiamo spegnendo tutto ciò che ci rende umani.
Come essere curiosi nel 2025?

Ti lascio qui di seguito alcuni spunti per porre rimedio, se ti sei accorto di dover migliorare questo aspetto di te.
Non sei obbligato a seguirli tutti, ma prendere consapevolezza è un buon punto di partenza.
Coltiva una passione senza dover per forza monetizzare
Sei circondato da influencer, imprenditori e creativi che attraverso il loro lavoro vogliono guadagnare a tutti i costi.
Certo, senza soldi sarebbe difficile vivere, ma questo non significa che ogni nuovo hobby debba fruttare un guadagno.
Anzi, questo può aiutarti a riscoprire parti di te che avevi sepolto, allenare la tua creatività e acquisire nuove competenze.
Poniti delle domande
Su questo aspetto ci sto lavorando anche io: in alcuni contesti mi rimane difficile fare le domande giuste, ma è essenziale iniziare a farlo.
Porre delle domande significa pensare e ragionare con la propria testa e, alla fine, trarre le proprie conclusioni in base al proprio pensiero critico.
Ascolta anche chi la pensa diversamente
È difficile, lo so. Ma è molto utile per allargare i propri orizzonti e,perché no, anche cambiare idea su una questione importante per noi e che non abbiamo mai messo in discussione per una sorta di automatismo.
Leggi e informati
La lettura è tua amica: scegli un libro che tratta di un argomento che ti affascina, approfondisci i temi trattati e ragiona.
I libri ti aiutano a vagare con la mente, a differenza dei film dove tutto è già lì, tutto è già pronto, proprio come succede con l’AI.
Rimani curioso, anche nei momenti di difficoltà
Chiunque di noi nell’affrontare dei piccoli o grandi problemi, puó cadere nello sconforto più totale,
ma è fondamentale reagire.
Sii curioso/a nella quotidianità, anche su aspetti che dai per scontato. Vedrai: farà di gran lunga la differenza!
Medita per svuotare la mente
Meditare ha un potere: ti permette di essere concentrato sul tuo essere, di rilassarti, di accantonare i tuoi pensieri e di essere presente senza distrazioni.
Quindi, perché essere curiosi?

L‘essere curiosi va conservato e custodito anche davanti a risposte già pronte per tutti i motivi che abbiamo elencato in questo articolo. Chiediti il perché, poniti domande apparentemente stupide, metti in dubbio un’informazione, pensa con la tua testa, scegli persone come punto di riferimento e considera anche chi la pensa diversamente da te.
Da piccoli ci chiedevamo: “Perché il cielo é blu?”
Ecco, se non vuoi perdere la tua umanità ricomincia da qui, ricomincia adesso.
